Coaching, counseling o psicoterapia: qual è la differenza e come scegliere
Coaching, counseling e psicoterapia sono tre professioni diverse. Cambiano gli obiettivi, cambia la formazione richiesta e cambia quello che la legge permette di fare. Conoscere queste differenze aiuta a capire cosa aspettarsi da un percorso e a riconoscere quando ne serve un altro.
Chi ha bisogno di aiuto, di solito, non parte da queste distinzioni: sceglie la persona che le ispira fiducia. È naturale, ed è proprio per questo che la responsabilità è del professionista. Tocca a lui, o a lei, riconoscere i limiti della propria professione e, quando serve, proporre un percorso diverso. In questo articolo trovi cosa fa ciascuna figura, chi può esercitarla e tre domande per capire di cosa hai bisogno adesso.
Le tre professioni in breve
| Psicoterapia | Counseling | Coaching | |
|---|---|---|---|
| A cosa serve | Curare disturbi e sofferenza psichica | Fare chiarezza su una scelta, un cambiamento o una relazione | Raggiungere un obiettivo concreto e passare all'azione |
| Sguardo | Passato e presente, storia della persona | Presente, risorse e capacità di scelta | Presente e futuro, risorse e azioni |
| Profondità dell'intervento | Può arrivare a una ristrutturazione profonda della personalità | Non interviene sulla struttura di personalità | Non interviene sulla struttura di personalità |
| Chi può esercitarla | Psicologi e medici con specializzazione in psicoterapia, iscritti all'Albo | Professionisti formati in scuole di counseling | Professionisti formati in scuole di coaching |
| Regolamentazione | Professione sanitaria regolata dalla legge 56/1989 | Professione non organizzata in ordini (legge 4/2013) | Professione non organizzata in ordini (legge 4/2013) |
| Diagnosi | Sì | No | No |
| Durata tipica | Mesi o anni | Alcuni mesi | Variabile, con incontri che si diradano nel tempo |
Psicoterapia: quando c'è una sofferenza da curare
La psicoterapia è un intervento sanitario. Serve a curare disturbi come ansia invalidante, depressione, attacchi di panico, disturbi alimentari, traumi. Può esercitarla solo chi è psicologo o medico, ha completato una scuola di specializzazione quadriennale ed è iscritto all'Albo.
Lo psicoterapeuta può fare una diagnosi e lavora spesso sulla storia della persona, per capire da dove nasce il malessere. Il lavoro può arrivare a una ristrutturazione profonda della personalità: è questo che la distingue nettamente da counseling e coaching, che non intervengono a questo livello. Se la sofferenza ti impedisce di vivere la quotidianità, è questa la porta a cui bussare.
Counseling: uno spazio per fare chiarezza
Il counseling è una relazione d'aiuto non clinica. Si rivolge a persone che stanno bene e vogliono fare chiarezza su una situazione: un cambiamento, una scelta, una relazione.
Il counselor ascolta, aiuta a mettere a fuoco la situazione e ad attivare le proprie risorse. Non fa diagnosi e non tratta disturbi psicologici: se emergono, il suo compito è indirizzare la persona da uno psicologo. In Italia il counseling rientra tra le professioni non organizzate in ordini, disciplinate dalla legge 4/2013.
Coaching: dall'obiettivo all'azione
Il coaching parte da una domanda semplice: dove vuoi arrivare? Si lavora su un obiettivo preciso, per esempio cambiare lavoro, guidare meglio un team, ritrovare equilibrio tra lavoro e vita privata, prendere una decisione rimandata da mesi.
Il coach non dà consigli e non ha le risposte al posto tuo. Fa domande, ti aiuta a vedere le opzioni e a trasformarle in passi concreti, con verifiche da un incontro all'altro. Il percorso ha un inizio e una fine dichiarati fin da subito, mentre durata e frequenza degli incontri si definiscono insieme, in base alla persona.
Anche il coaching è una professione non organizzata in ordini (legge 4/2013). Per questo conviene scegliere un coach formato in una scuola riconosciuta e iscritto a un'associazione di categoria, che richiede formazione continua e il rispetto di un codice deontologico.
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Come scegliere: tre domande
- La sofferenza mi impedisce di vivere la quotidianità? Se non dormi, non riesci ad andare al lavoro, hai pensieri che ti spaventano: rivolgiti a uno psicologo o al tuo medico di base. È il primo passo, prima di qualsiasi altro percorso.
- Ho bisogno di fare chiarezza su una situazione? Se stai bene ma vuoi capire meglio un cambiamento, una relazione o una scelta, il counseling può aiutarti.
- So cosa voglio cambiare, ma non riesco a muovermi? Se c'è un obiettivo, anche solo abbozzato, e ti serve qualcuno che ti aiuti a trasformarlo in azioni, il coaching è la strada più adatta.
Non è una scelta definitiva. Capita di iniziare un percorso di coaching e accorgersi che serve altro: un buon professionista te lo dice con chiarezza e ti indica a chi rivolgerti.
Come lavoro io
Sono una coach professionista, iscritta ad A.Co.I. (Associazione Coaching Italia) con il n. 2028. Mi sono diplomata in coaching all'Istituto Artemisia di Torino. Ho una laurea in Psicologia con Counseling della Open University (Regno Unito): non sono iscritta all'Albo degli psicologi e non faccio psicoterapia.
Lavoro con persone che vogliono crescere o ritrovare equilibrio, con chi sta attraversando una transizione di carriera e con le aziende, su organizzazione, team e benessere al lavoro. Ho alle spalle vent'anni in azienda, tra Italia, Svizzera e Germania: i cambiamenti di cui parlo con i miei clienti li conosco anche dall'interno.
Ci incontriamo nel mio studio a Roccabruna (Cuneo), a Torino oppure online. Se non sai ancora quale percorso fa per te, scrivimi a studio@francescabertola.com: ne parliamo insieme e, se il coaching non è la risposta giusta, te lo dico. Gli altri recapiti sono nella pagina Contatti.
Domande frequenti
Il coach può aiutarmi con l'ansia?
Il coaching non lavora sull'ansia. Può aiutarti a preparare una situazione precisa, come un colloquio o un nuovo ruolo. Se è frequente, intensa o ti blocca, serve uno psicologo.
Posso fare coaching e psicoterapia nello stesso periodo?
Sì, a patto che i due professionisti ne siano informati e gli obiettivi siano distinti.
Il coaching funziona anche online?
Sì. Molti miei incontri si svolgono in videochiamata, con la stessa struttura di quelli in presenza.
Quanto dura un percorso di coaching?
Dipende dalla persona e dall'obiettivo. Anche la frequenza cambia lungo il percorso: all'inizio ci si vede spesso una volta a settimana, poi gli incontri si diradano, fino a uno ogni 2-3 mesi nella fase di monitoraggio. Durata e frequenza si definiscono insieme nel patto di coaching e si adattano strada facendo.
Come verifico che un coach sia preparato?
Chiedi dove si è formato e se è iscritto a un'associazione professionale di categoria. Sono informazioni che un professionista serio condivide volentieri.